Oggi pomeriggio, ore 18,20 circa...
Ero appena tornato da un interessantissimo convegno sulle novità fiscali del modello 730 (ironia...), mi stavo preparando per andare in palestra quando è squillato il cellulare.
Era Mimmo Posillipo.
Era da parecchio che non lo sentivo, mi ha fatto i complimenti per il blog ed abbiamo parlato un pò di come ci vanno le cose.
Ecco, a parecchi sta cosa non interesserà ma il blog è bello proprio per questo: ci scrivo quello che mi pare.
La telefonata di Mimmo mi ha fatto un piacere enorme e mentre facevo allenamento mi è venuta l'ispirazione per dedicargli un post.
Mimmo non è semplicemente un allenatore da cui ho imparato qualcosa o con cui ho lavorato, lui è il maestro.
L'ho conosciuto nell'estate del 2002. Arrivai a Maddaloni da perfetto sconosciuto, lui era stato alla Juvecaserta per tanti anni e già questo bastava per farlo sembrare ai miei occhi un mezzo mito. Il mito diventò intero appena lo vidi allenare. Un'energia incredibile, un fiume in piena.
Ricordo che seguii in campo tutta la preparazione della prima squadra di B2 e per le prime 2 settimane praticamente non facevo altro che guardare quello che faceva. Lui mi disse pure che mi voleva più attivo... ma io ero troppo intento a guardarlo perchè quando tornavo a casa volevo scrivermi tutto. Ne venivo da una realtà in cui facevo tutto da me ed era la prima volta che avevo a che fare con un capo allenatore/responsabile tecnico. Sono rimasto a Maddaloni 3 stagioni, anche se io ne conto solo 2 e mezzo perchè l'ultimo anno fu un pò "strano", mi dividevo tra i '91 regionali e la serie "D" a Casapulla ed accettai di rimanere con un ruolo secondario solo perchè avevo la possibilità di lavorare con Nando Gentile e perchè potevo assistere a tutti gli allenamenti della B2 di Mimmo.
Non che siano stati sempre rose e fiori i rapporti con lui... anzi...
ricordo un infuocato sabato mattina durante una riunione e sono sicuro che per come stava incazzato voleva prendermi per il collo e strangolarmi. Ma Mimmo è così, un "burbero benefico" e sono sicuro che ha sempre apprezzato il mio carattere a volte battagliero ma sempre corretto (spero...).
L'anno più difficile fu però il secondo. Ne venivo da un'annata super con tanto di finali nazionali e interzona e mi diedero il gruppo più difficile: i cadetti.
Fu dura. Davvero. Mimmo mi stette addosso per tutto l'anno. Cazziatoni su cazziatoni, di tutto di più. Me ne ricordo uno a Cosenza durante uno spareggio juniores. Eravamo sopra di una ventina di punti all'intervallo, arrivammo fuori la porta dello spogliatoio per la pausa di metà gara quando lo vidi arrivare in senso opposto. Fece entrare tutti i ragazzi e quando toccava a me chiuse la porta. Rimanemmo da soli e mi urlò in faccia che avevo sbadigliato in panchina!
O come durante una trasferta con la B2 a Potenza mi chiamò sulle retrovie del pulmann (dove è solito sedersi lui) e me ne disse quattro su come stavo gestendo (male) alcuni dissidi interni al gruppo '88-'89.
Tutta roba forte, non cose del genere "senti, secondo me dovresti fare diversamente" lui è uno che non manda a dire niente e le cose me le spiaccicava in faccia.
Quell'anno capitò pure che papà mi beccò a casa chiuso in bagno a piangere perchè a volte lo stress non riuscivo proprio a reggerlo, ma provate voi ad allenare con Mimmo che vi guarda... non è per niente facile.
Poi come per tutti ho iniziato ad apprezzarlo quando ormai non gli ero più a stretto contatto ed ho capito il senso col passare degli anni di tutti quei rimproveri e mi rendo conto che è riuscito ad influenzarmi più di chiunque altro.
C'è pure chi mi sfotte a Casapulla e dice che sono un "piccolo Mimmo".
Spero un giorno di tornare ad allenare con lui. Comprerò un bel quadernone bello grosso per prendere appunti e mi scriverò tutto. Idee, esercizi, trucchi...
Pure le cazziate!
mercoledì 19 marzo 2008
Il maestro
martedì 4 marzo 2008
--> 2002/2003 <-- (1° parte)
E' un bel pò che non aggiorno il blog...
sono mesi infernali febbraio e marzo tra allenamenti e partite e il tempo latita (bullshit...).
Riprendo la sezione ricordi con la stagione 2002/03 iniziata nel luglio 2002 con il primo anno del corso "allenatore" che frequentai a Norcia.
Capo istruttore del corso era Giacomo Leonetti.
Era stato formatore anche al corso "allievo allenatore" che avevo frequentato nell'estate 1998. 10 anni fa... DIECI ANNI FA... sembra ieri... riuscì a trasmettermi durante quelle 2 settimane di corso (ed avevo pure l'esame di maturità...) una passione smisurata per il basket e l'insegnamento.
Gli dedicherò un post... promesso.
Dicevamo del corso di Norcia.... ne venivo da una stagione... "tribolata" (vedi puntata precedente) e durante quel corso capii che non dovevo mollare. Durante la cena finale ricordo che Giacomo mi chiese il numero del cellulare e mi disse:"ci sentiamo in questi giorni".
Pochi giorni dopo mi telefonò dall'ufficio di Clemente del Monaco (presidente dell'Artus Maddaloni).
Aveva fatto il mio nome ad una delle migliori società della Campania.
Non smetterò mai di ringraziarlo. E prima o poi alleneremo insieme.
Incontrai Clemente (che all'epoca per me era ancora il sig. del Monaco) che mi propose di allenare il gruppo bam (classe '89) e di fare da assistente al super gruppo cadetti/juniores (annate '84-'85-'86-'87). Dopo un pò però Clemente mi comunicò in maniera un pò inaspettata:"vorrei che facessi da capoallenatore anche al supergruppo". Non potevo crederci.
Mi spiego meglio. Vista da fuori l'Artus era un regno incantato, rapprensentava l'ingresso nel basket vero.
E così fu.
Un anno ricco di successi ed esperienze entusiasmanti.
Ecco la foto del supergruppo:
dall'alto verso destra:
Francesco De Angelis: assistente poi diventato amico...
Davide Tedesco: per tutti "scienziato" per me un gran bravo ragazzo
Biagio Sergio: ora in B2, ogni tanto lo sfotto ma secondo me la migliore annata l'ha passata proprio con me...
Nello Lorenzetti: saltava... quasi volava... ora in B2 a Palermo
Pasquale Liguoro: talento mancato, ma quando decideva di giocare era devastante
Nino Garofalo: e chi se le scorda più le sue bombe contro la Pompea Napoli...
il sottoscritto.
Michele Pellegrino: aveva smesso, ora grazie all'opera di convincimento del sottoscritto ha ripreso (e sta a Scauri in C1...)
Filippo Valentino: mi ha fatto vincere la serie D qualche anno dopo... era il collante di tutto
Giovanni Gnarra: stile di tiro perfetto ed atleta super
Michele de Lucia: mi annullò tutti da Peppe Poeta a Maurizio Ferrara...
Tommaso Pascarella: "io sò u play" ed ho detto tutto...
Fabio Verdone: "allimeno" (questa è meglio che non ve la spiego)
Alessandro Monda: il "chiavino" di Marigliano
Francesco della Peruta: fisico incredibile, tecnica da rivedere, testa da rifare...
UNO SQUADRONE.
risultato? FINALI NAZIONALI JUNIORES a Rimini.
Come? dopo una stupenda vittoria contro la JuveCaserta davanti a 800 persone...
difficili da allenare... davvero... ma forti, forti davvero.
Ma l'esperienza con questa squadra che ricordo di più fu il torneo a Cholet in Francia.
VENTISETTE ore di pullman che non passavano mai, ma sentire l'inno nazionale alla presentazione fu qualcosa di fantastico. Come fantastiche furono le birre bevute con gli altri allenatori con quel montato di Pianigiani che non volle venire...
sabato 9 febbraio 2008
Prime verifiche...
Prime settimane di febbraio. Prime verifiche.
Partiamo con la C2.
Girone retrocessione, 4 vittorie e 0 sconfitte. Su questi schermi avevo dichiarato che gennaio per la mia squadra, alla luce dei tanti infortuni/problemi avuti nei primi mesi, poteva e doveva essere un nuovo inizio. Così è stato. Ci siamo uniti come mai quest'anno e siamo riusciti a vincere partite difficili come la seconda a Marcianise o la scorsa in casa contro Cercola. La sfortuna ci si è messa ancora però ed oggi a Casavatore mancherà Carlo Corbo per una infiammazione alla caviglia. Devo essre sincero, la partita di oggi la temo. Conosco bene ormai dopo tanti anni il difetto delle mie squadre: adattarsi all'avversario e fare partitoni contro squadre forti e partitacce contro avversari più deboli. Sta diventando un'ossessione questa cosa e appena credo di essere riuscito a risolvere il problema puntualmente il tutto si ripresenta come un macigno.
C'è sempre da lavorare...
Passiamo all'under 15.
Con una vittoria difficile, ma meritata contro Salerno siamo arrivati terzi nel nostro girone e quindi tra le prime sei della regione. Alzi la mano chi non ci dava nemmeno un soldo solo a guardarci. Contro ogni pronostico siamo riusciti ad arrivare lì nell'elite del basket giovanile campano e state certi che non finirà qua. Col gruppo '93 il progetto è solo all'inizio con gli anni andrà implementato. Ora la sfida è riuscire a strappare qualche consenso e non fare gli sparring partners di avversari sicuramente più quotati di noi.
Ci faremo trovare pronti...
sabato 12 gennaio 2008
--> 2001/2002 <--
Dopo un (bel) pò di tempo ritorno a parlare di ricordi...
La stagione 2001/2002 fu l'ultima a Capua sulla panchina che mi aveva visto debuttare e sfortunatamente non ho nemmeno una foto.
Venivamo da una stagione ricca di soddisfazioni e più o meno su quella scia iniziammo l'anno.
Purtroppo lasciarono la squadra di serie D per svariati motivi (personali e non tecnici) un pò di giocatori che ci avevano fatto fare un figurone l'anno prima (Signore, Marcone, Marcello Razza, Iadicicco, Lettucci). Arrivarono però un bel pò di giovani di belle speranze: Antonio Romano, Wojchiech Zembala (per tutti Woitek), Salvatore Aiezza e Mario Sgueglia.
Iniziammo alla grande con delle importanti vittorie (una su tutte quella in casa contro il fortissimo Cercola che poi vinse il campionato) ma ben presto vennero fuori un sacco di problemi che ci relegarono nella parte media della classifica. Iniziò tutto con il prematuro addio alla squadra di Mario Sgueglia per poi continuare con una serie di vicissitudini societarie (leggasi pochi soldi e disorganizzazione) che per una squadra ringiovanitissima furono letali. Anche in quell'annata ci furono un pò di episodi che mi vengono in mente.
Uno divertentissimo: palla in contropiede ad Antonio Romano (uno un pò... istintivo) si ferma dicendo "giochiamo, giochiamo" aspetta che arrivino i compagni e poi che fa? Tiro da tre!
Partì una bestemmia da parte di Sabino Marotta che ancora me la ricordo con un annesso "ma ci stai a sfottere!?". Bellissimo.
E poi la squalifica di tre anni a Bart per il pugno all'arbitro condonata 15 giorni dopo (!) per i 75 anni della Federazione!
Nonostante la giovane età (avevamo Federico d'Addio, Antonio Romano, Salvatore Aiezza, Woitek Zembala e Mario Sgueglia poco più che ventenni) riuscimmo comunque a giocare un basket discreto e ad evitare i playout.
Anche con le giovanili riuscimmo lo stesso a primeggiare qualificandoci per le finali regionali con il gruppo storico degli '83-'84-'85 anche grazie ad una super vittoria a S.Giorgio del Sannio con una prestazione "monstre" di Mario Ventriglia. Ho ancora qui il referto 6 su 6 da tre!
Eravamo però in balia di una crisi societaria. Spesso lasciati da soli in palestra col solo Umberto de Maria che ci dava una mano.
Fu anche per questi motivi che feci la domanda per essere ammesso al progetto erasmus e mollare tutto per un anno. Alla fine non riuscii a partire solo perhè furono ridotte le borse da 12 a 10 e mi ritrovai a Norcia per il primo anno del corso "Allenatore".
Ma questo farà parte del prossimo appuntamento...
Triangolazione

Tutti i baskettofili sono cresciuti con un mito in testa. Il mito spesso si forma nel cervello in gioventù, quando il tempo libero a disposizione è tanto e si è liberi di passare le nottate svegli davanti alla tv a giugno. Tanto la scuola è finita e di giorno fa caldo. Il mio mito si è formato proprio così, guardando le finali NBA in diretta ai tempi in cui i Chicago Bulls davano lezioni di pallacanestro a tutto il mondo. Poi col tempo la malattia del basket è diventata "cronico-acuta" e il mito si è trasformato in qualcosa di tecnico, un obiettivo da raggiungere: riuscire a giocare con una mia squadra il famoso attacco dei Bulls: il Triple Post Offense. Qualche anno fa ho pure comprato direttamente dagli U.S.A. il libro di Tex Winter (sopra trovate la copertina) per non parlare di TUTTI i libri i quell'altro mito che è Phil Jackson.
Ogni estate (quasi sempre ad agosto quando noi allenatori stiamo a casa e diciamoci la verità non vediamo l'ora che viene settembre per rimettere piede in palestra) prendo i miei appunti, le video cassette (prestate da Michele Falco) e mi metto a studiare.
Con le prime squadre c'è l'assillo di dover vincere e giocare bene subito, non c'è tempo.
Con le squadre giovanili di alto livello che allenavo a Maddaloni e Caserta non avevo "autonomia tecnica" (diciamo così) per poter fare un lavoro del genere.
Ma quest'anno con il gruppo under 15 ho iniziato un lavoro che negli anni dovrà portarci a padroneggiare tutti gli aspetti del triangolo.
Parecchi penseranno: questo è pazzo, mettersi a giocare con uno schema d'attacco di 50 anni fa usato da una squadra di campioni con un gruppo di ragazzini...
E invece no. Non sono per niente matto. Provate a rivedervi le finali NBA del '91, '92, '93, '96, '97 e '98. SOLO LETTURE E FONDAMENTALI in un sistema che enfatizzava la semplicità.
Ovviamente con l'under 15 sono partito da zero, dall'individuo, e solo ora stiamo iniziando a mettere insieme i primi mattoni senza mai perdere di vista gli strumenti (i fondamentali individuali).
La strada è lunga, ma la voglia è tornata ad essere davvero tanta...
lunedì 31 dicembre 2007
l'anno che è passato...
31 dicembre... tempo di somme, di consuntivi. Anche io non voglio lasciarmi scappare l'occasione.
E' stato un anno un pò.. strano. Per certi versi super perchè mi ha fatto conoscere Caterina, per altri molto duro per altri versi ancora "stimolante".
Ovviamente parlerò di basket chè gli affari privati preferisco rimangano tali.
E' stata dura all'inizio. La squadra junior che avevo a Caserta è stata di gran lunga la più difficile da allenare di tutta la mia carriera, piena zeppa di ragazzi con caratteri molto forti, capricciosi, irrequieti. Allo stesso tempo però bravi a mettere la palla dentro, a giocare alla grande le partite decisive. Era questa la qualità che più mi faceva impazzire di quella squadra. Quando c'era da giocare giocavano eccome, cacchio. E proprio per questo, nonostante tutto (l'ambiente diciamo che non era l'ottimale per ottenere risultati), anche il 2007 ci ha visti vincere. Campioni regionali (e finali nazionali) per il secondo anno consecutivo e con squadre come Napoli, Avellino, Battipaglia battute sempre e comunque. Col Casapulla ci siamo salvati per il secondo anno consecutivo con un playout di fuoco contro una mia ex squadra, il basket Capua, grazie al canestro allo scadere in gara 1 di un altro ex: Giancarmine Ventriglia.
C'è stata poi la separazione a dire il vero un pò burrascosa e dolorosa con la Juvecaserta.
Ho contestato. Sono diventato irrequieto quasi quanto i miei giocatori. Ma ormai alleno da tanto tempo. Ho ottenuto risultati. E se le cose non vanno come dico io divento uno che è meglio perdere che trovare. Di ciò me ne rendo conto, tanto che quasi mi viene da ringraziare chi ha voluto che la mia faccia al palamaggiò non dovesse esserci più. Per dirla alla Leonetti: "non sono più adatto a fare il soldato" ora è meglio essere primo in Gallia che secondo a Roma.
Forse quello che più mi ha fatto male sono state le motivazioni assurde e con loro le modalità.
Ma è acqua passata. Mi piace ricordarmi con quella maglia bianconera addosso oppure seduto sulla stessa panchina dove si sono seduti tanti nomi illustri del basket italiano. E' stato un sogno che si è avverato.
Il 2007 è stato anche l'anno del corso per diventare "Allenatore Nazionale". Interessante il corso, bravi gli istruttori, competenti e simpatici i compagni (tra cui Andrea Meneghin!). Male la logistica, Bormio è davvero lontanissima e fa un freddo cane anche a luglio.
Da settembre si è ricominciato con tanta nuova voglia. Credo di essere arrivato alla "consapevolezza" tanto trattata dai miei maestri Capobianco e Del Prete. Il gruppo under 15 mi ha fatto tornare tanta di quella voglia di andare in palestra come non accadeva da tempo. Non saremo campioni regionali, ma ci facciamo rispettare da tutti su tutti i campi contro squadre che nemmeno lo sanno dove sta Casapulla.
Con la C2 questo primo scorcio di campionato è stato un pò sfortunato con tanti infortuni che ci hanno un bel pò penalizzato. Da gennaio in poi dovremo iniziare a fare sul serio. E ci faremo trovare pronti.
Auguri a tutti e che questo 2008 sia pieno di vittorie e soddisfazioni!
domenica 23 dicembre 2007
la pausa di metà stagione...
Siamo arrivati alle vacanze di Natale. Vacanze, ferie, ponti si sa non fanno parte del mio mestiere. E' una cosa difficile da digerire e soprattutto far digerire, ma è così... è un dato di fatto. Ricordo il mio primo anno da allenatore "vero" a Maddaloni e le parole di Mimmo Posillipo:
"hai deciso di fare l'allenatore? Sappi che da ora in poi non esisteranno più ferie, domeniche, natali, weekend, influenze... se c'è da allenare ci devi essere! e da allenare c'è sempre! Solo il lavoro paga!"
Capita così di essere presi per pazzi se si piazza un allenamento domenica 23 dicembre alle 15,30 o alle 11 di mattina del 24 e del 26... ma fortunatamente ho allenato a livelli abbastanza buoni a livello giovanile e quelle ore spese in palestra a dannarsi mentre tutto il mondo si preoccupa solo di "essere più buoni o fare regali" faranno la differenza. Solo che ora c'è da capire e farsi capire e non legare come un matto.
Naturalmente sto parlando dell'under 15 che arrivano a farmi dannare tanto, ma che credetemi mi hanno fatto tornare una voglia matta di andare in palestra ad insegnare. Altro che prime squadre... mi sto convincendo sempre di più che con i giovani è molto più gratificante. Il gruppo under 15 poi è super, hanno voglia (e bisogno) di imparare e sono così tante le cose che ho in mente da fare con loro che ci vorrebbero 3 allenamenti al giorno...
Con la C2 queste vacanze invece saranno un pò un riazzeramento. C'è da giocare tutto un altro campionato da gennaio in poi e se non lo facciamo con la testa giusta ci ritroveremo dove non vogliamo essere... Nel frattempo c'è stato il ritorno di Giovanni Canzano. Ci potrà dare una mano importante e sono sicuro che ne verremo fuori bene.
Volendo o no quindi la pausa di metà stagione è sempre un momento importante, di riflessione. Non c'è la possibilità di fermarsi. C'è da lavorare in palestra e pensare a cosa è meglio fare.
Auguri a tutti!
Specialmente a quelli che regolarmente leggono ciò che scrivo.
Il vostro 2008 deve essere speciale.
sabato 15 dicembre 2007
Chi mi sta accanto
Ieri sono stato dal medico. Nel suo studio c'è una grande fotografia che ritrae un bellissimo tramonto con sotto una scritta:
"al tramonto della vita ciò che conta è aver amato"
e proprio da queste semplici parole vorrei partire per dedicare poche parole alla ragazza che quasi un anno fa ha deciso di sopportare tutte le gioie immense e le delusioni profonde che la mia vita da coach mi fa affrontare quotidianamente. Solo lei sa quanto è forte la voglia di andare avanti contro tutto e tutti quando vinco e quanto sa essere altrettanto forte la voglia di smettere e di mollare tutto dopo una cocente sconfitta. Caterina però sta lì, dietro le quinte, sempre a suggerirmi la cosa migliore da fare e a reclamare la mia attenzione. Forse è proprio questo che la rende così speciale, a lei interessa solo la mia attenzione.
So che la vita di chi decide di stare accanto ad un coach non è per niente facile. Le trasferte, lo stress, gli allenamenti, i casini con i giocatori, gli incontri col presidente sono cose che se vissute in maniera sbagliata possono logorarti. Io credo di viverle in maniera positiva, costruttiva. Credetemi il merito non è mio ma di chi riesce a distogliermi da cose spesso fini a se stesse e mi fa capire cosa è davvero importante.
Ho un libro: "Il basket di Dean Smith" scritto a 4 mani dal famoso coach di North Carolina University e da Robert Spear. Proprio quest'ultimo nelle dediche del libro ha scritto:
"a mia moglie,
che ha sopportato tutti questi anni di gioie immense e delusioni profonde per restare la moglie ideale di un allenatore"
Spero che sopporterai anche tu ancora tante gioie e tante delusioni.
mercoledì 12 dicembre 2007
--> 2000/2001 <-- (2° parte)
In piedi da sin.: Coach Merola, Andrea d'Addio, Pasquale Morrone, Vincenzo Sansiviero, Vincenzo Merola, Federico d'Addio, Giuseppe Borrozzino (dirigente, amico)
Seduti da sin.: Alessio Balzanella, Mario Ventriglia, Roberto Esposito, Vincenzo Signore, Mario Vozza.
Dopo un pò di giorni di pausa torno a parlare al passato...
Dopo il mio passaggio alla guida della serie D nel 2000 riuscimmo a tenere alto il livello delle giovanili grazie al solito gruppo classe '83/'84 che giocava sia il campionato cadetti che quello junior con l'aggiunta di Federico ed Enzo Signore.
Fede allenava i cadetti, io andavo in panca con la junior. Praticamente il gruppo junior non si allenava mai... Ricordo però che anche quell'anno le soddisfazioni furono tante. L'acerrima nemica Piedimonte ormai era diventata un'avversaria di secondo piano, gli antagonisti erano il S.Antonio e la Fiamma S.Maria a Vico.
Regolarmente si univa a noi per le partite Giuseppe Borrozzino. Nella forma il dirigente della squadra, nella sostanza un mio amico nonchè ex compagno di squadra e soprattutto una specie di santo che aveva preso a cuore la squadra e metteva a disposizione la sua mitica opel corsa per le trasferte.
Ma più che le vittorie si iniziavano a vedere i progressi di tanti ragazzi che avevano passato ore e ore in palestra a sudare.
Quella fu anche l'annata in cui riprendemmo l'attività del settore minibasket. Si iniziò con la bellezza di 10 bambini (per lo più figli di dirigenti...) che però per la fine della stagione diventarono circa 40. Si lavorava bene. Poco perchè la palestra bisognava dividersela anche con il tiro con l'arco (?!), ma bene, con tanta voglia di crescere.
Facevo praticamente tutto io, dai pulcini agli aquilotti, dalla palestrina in periferia a quella in centro. Portavo con me i libri per studiare durante l'allenamento dei cadetti prima di riprendere con la serie D.
Ho saputo che ora quel settore minibasket che tanto pretesi è arrivato ad avere dei numeri importanti. Permettetemi di sentirmi orgoglioso di ciò.
Alla prossima.
mercoledì 5 dicembre 2007
I periodi di crisi
Ogni allenatore ha la sua "biblioteca" di giochi, difese, esercizi da cui ogni tanto attingere. Ma dove stanno gli appunti di quel clinic?, dove sta il libro di Messina? sono domande che noi tecnici ci poniamo. Io oltre a 'ste cose qua prendo spesso in mano un libro che ho solo io: la mia tesi di laurea in economia. Che c'entra col basket vi starete chiedendo... C'entra, c'entra... perchè a discapito del nome della facoltà il titolo della mia tesi è: "La motivazione al lavoro e la leadership: il ruolo del coach nei team sportivi" (il come ho fatto a far accettare un titolo del genere in una facoltà fatta di numeri è un segreto che non divulgherò in questa sede...).
Ebbene a tutti i coach capita di attraversare un periodo di crisi, di non riuscire a motivare i ragazzi, di trovarsi davanti un gruppo un pò difficile da amalgamare. A me stanno capitando tutte e tre le cose insieme con la C2 che alleno a Casapulla.
E' un periodo difficile, ma forse il bello del nostro mestiere è proprio questo. E' una sfida da affrontare che se verrà superata renderà la soddisfazione doppia, ma per il momento l'unica cosa che è raddoppiata (se non triplicata) è la preoccupazione di non riuscire a risolvere un bel niente.
Per la stesura del documento di cui sopra ho avuto la possibilità di intervistare un collega: Carlo Recalcati (per chi non lo sapesse, allenatore della nazionale italiana). Ebbene per affrontare i periodi di crisi lui mi consigliò di "continuare a trasmettere positività e sicurezza anche se poi i dubbi è normale che ci siano. I dubbi devono però rimanere propri e non diventare patrimonio della squadra. Solo così si può riuscire a trasformare un periodo di crisi in un momento di crescita che servirà in seguito come preziosissima esperienza. E' normale ricollegare i momenti migliori di una carriera sportiva con le vittorie, ma spesso per un allenatore è molto più gratificante guardare indietro ed analizzare con soddifazione l'aver saputo gestire un periodo di crisi tecnica o mentale venendone fuori con un reale rafforzamento di tutto il team".
E poi: "il compito dell'allenatore non si esaurisce solo nell'accettare tutte le caratteristiche anche negative del singolo giocatore, ma far si che anche i compagni abbiano lo stesso approccio accettando negatività non solo tecniche, ma anche caratteriali. La capacità di ciascuno di sapersi accettare reciprocamente determina coesione, trasformando un insieme di individualità in un gruppo".
Spero di riuscire a mettere in pratica tutte queste belle parole, di sicuro non mollerò e la soddisfazione alla fine sarà doppia.
Non posso non menzionare però il gruppo dell'under 15. Domenica abbiamo vinto fuori casa contro la Partenope. Il campo dei "cavalli di bronzo" è sempre ostico, ma siamo tornati vincitori grazie ad un approccio alla gara perfetto. Tutti bravi, nessuno escluso. La sfida con loro è continuare così.
mercoledì 28 novembre 2007
una no e l'altra pure...
Weekend difficile. Si è perso su tutti e due i fronti.
Sabato ne abbiamo presi 19 di scarto con la C2 contro l'imbattuta Airola. E' vero mancava Carlo Corbo che per noi è uno fondamentale, ma non ci sono nè se nè ma, diciannovepunti sono netti, chiari, decisi come un ceffone in faccia. So che contro certe squadre è dura, anzi durissima, ma sabato abbiamo peccato come atteggiamento. Il nostro "right attitude" come dicono gli americani è venuto meno, ci siamo disuniti contro le avversità anzichè formare un blocco unico come facevamo e come dovremmo fare. Ho visto troppi segnali che non possono far parte di una mia squadra. Lamentarsi di non ricevere la palla durante un time out, non scalare in difesa, intestardirsi a fare sempre la stessa scelta (sbagliata), non correre per ricevere il passaggio di un compagno, sbagliare il passaggio e prendersela con gli altri. Niente segnali positivi, di incoraggiamento, NIENTE.
Ero in piedi in panchina, li guardavo e pensavo: no, questa non può essere la mia squadra.
C'è da fare un passo indietro, c'è da tornare allo spirito che avevamo prima. Quando nonostante le sconfitte (contro le corazzate) eravamo fieri di noi stessi e uscivamo dal campo soddisfatti di aver fatto tutto il possibile. Domani ci saranno tutti all'allenamento e mi sa che prima di metterci a lavorare sui pick and roll, sulle difese o sui giochi d'attacco PARLEREMO E CHIARIREMO ognuno la propria posizione.
La sconfitta con l'under 15 è stata meno dolorosa. Primo perchè 2 punti in trasferta sono recuperabilissimi in casa e secondo perchè con le giovanili (e soprattutto con quella banda che ho io) non si può migliorare senza soffrire.
Sono contento per alcuni di loro (Andrea, Davide, Pietro) che si sono fatti trovare pronti dopo un inizio difficile. Sono scontento per altri che da un pò hanno deviato il percorso ed ora ne stanno subendo le conseguenze. Fortunatamente c'è tempo. Siamo ancora nel tempo della semina, quello del raccolto verrà dopo natale. Ma c'è comunque da porre rimedio e mi sa che alcuni questa cosa l'hanno già notata ieri al primo allenamento dopo la sconfitta. Sarò duro, perchè ai ragazzi ci tengo.
p.s. come avrete notato qui a destra c'è una novità. Un box dove poter lasciare i vostri messaggi, commenti, flash. Quello che vi pare insomma. Sapete che ogni tipo di interattività mi rende felice.
sabato 24 novembre 2007
--> 2000/2001 <-- (1° parte)
Nuovo capitolo...
Seduto a terra: Vincenzo Acunzo (detto lupo). Seduti da sin.: Federico d'Addio, Francesco Razza, Gianpaolo Cafaro, Marcello Razza, Marco Gravino. In piedi da sin.: coach Merola (finalmente senza maglione!), Gerardo Marcone, Antonio Mirra, Vincenzo Signore, Amedeo Iadicicco, Umberto Lettucci, Umberto De Maria (GM).
Non in foto: Barth Martone e Sabino Marotta.
L'estate del 2000 fu un pò burrascosa. Dissidi interni portarono al cambio del coach della serie D. Ricordo che ero andato alla riunione col presidente e gli altri dirigenti con un bel programma scritto sulla possibilità di iniziare a dedicare tempo e sforzi anche al minibasket. Loro però mi freddarono subito con un chiaro e sbrigativo: la vuoi allenare tu la serie D?
Non me l'aspettavo. Risposi che volevo e dovevo parlare con i ragazzi, mi sarei trovato ad allenare (quasi) tutti giocatori più grandi di me e la risposta non era nè da dare in fretta nè semplice. Durante una pizza al "vecchio frantoio" (pizzeria di Bellona) i ragazzi mi assicurarono che il loro atteggiamento sarebbe stato quello giusto e dopo una doverosa telefonata a Salvatore Salzillo, che era stato il mio primo maestro, accettai con entusiasmo.
A settembre (si, perchè all'epoca le squadre si facevano dopo il mare...) mi ritrovai con uno squadrone. Si erano aggregati al gruppo storico anche Gerardo Marcone e Marcello Razza più il ritorno di Amedeo Iadicicco e Gianpaolo Cafaro dopo un anno nella squadra del loro paese Bellona. Fu un'annata sensazionale, dopo le sconfitte contro il Pro Cangiani Napoli e contro la fortissima Partenope inanellammo un filotto di 11 vittorie consecutive. Ricordo la faccia bianca del presidente ad ogni vittoria perchè l'unico compenso che prendevano quei ragazzi era una bella pizza (bagnata da circa 60 birre!) ogni 4 vittorie "a scalare" e cioè alla quarta, alla settima, alla nona, alla decima e all'undicesima. Facendo un rapido calcolo nel giro di 3 mesi andammo a cena 5 volte! altra forma di ricompensa "anomala" era la cassa di birre Splugen che a fine partita ci consegnava il mitico General Manager Umberto de Maria e che puntualmente mi facevano venire un gran mal di testa. Fu un'annata davvero incredibile, a novembre si aggregò al gruppo un altro lungo (il quarto della squadra) Vincenzo Signore. Un lusso per la categoria, ma anche uno un pò "difficile" da gestire... Ho qui rilegato davanti a me il "librone" di quell'anno: tutti gli allenamenti, tutti gli scout e le statistiche più qualche articolo di giornale e credetemi quelle 33 partite me le ricordo tutte. E ricordo anche tanti episodi successi durante gli allenamenti come quando Enzo si presentava con una busta piena di birre da usare come premio per i vincitori del 5contro5 finale o come quando Barth si presentava con 10 minuti di ritardo e faceva la solita domanda: "ma si fa allenamento?" con gli altri già belli pronti e riscaldati...
Nonostante tutto eravamo uno squadrone e, considerata la categoria e il livello amatoriale, ci allenavamo davvero bene, con grande intensità.
Quell'anno non avevo un assistente, ma al mio fianco c'era una persona poi diventato un'amico: Carlo Camerlingo. Dall'alto della sua esperienza come arbitro prima e come commissario poi (ad altissimi livelli) e soprattutto con il suo grande savoir faire fu una presenza importantissima per me vaso di coccio in mezzo a tanti vasi di ferro.
Molti di quei ragazzi li ho rivisti poche volte, altri li ho persi di vista ed altri li vedo ancora regolarmente. Ma con tutti c'è un rapporto particolare, profondo per quell'anno passato insieme.
Il viaggio si concluse in una tremenda gara tre a San Nicola la Strada contro la Virtus costruita per salire in cui giocavano Enzo Iodice, Marco Luongo, Nicola Tornese, etc.
Si concluse tutto quando a tre minuti dal termine ed in piena rimonta gli arbitri ci fischiarono un tecnico alla panchina perchè eravamo tutti alzati ad esultare per il canestro del meno 2 segnato dal lupo in contropiede... roba da non credere come da non credere furono le espulsioni (stavolta meritate) che ci fecero terminare sul meno venti! Ma i ragazzi erano così... un pò esplosivi!
Ricordo anche il mal di fegato che mi veniva ogni venerdì sera quando dovevo decidere (e poi comunicare) le convocazioni, e lasciare fuori DUE ragazzi ogni volta era sempre molto difficile.
Col senno di poi non so chi fu più folle se io ad accettare o i dirigenti a propormi di allenare quella squadra, ma so anche che fu un'esperienza esaltante con un gruppo eccezionale:
Lupo, atleta incredibile (all'epoca) per la categoria;
Marco, forse uno dei pochi che per passione mi eguaglia;
Gianpaolo, semplicemente il playmaker più tecnico che ho mai allenato;
Barth, il John Stockton di Bellona;
Federico, all'epoca under di lusso e super tiratore;
Francesco, il "razzo";
Gerardo, solo mano sinistra.... ma che mano;
Marcello, il tuttofare;
Enzo, il nemico degli arbitri;
Umberto, che alla fine mi ringraziò per i miglioramenti (a 30 anni!);
Amedeo, un gladiatore là sotto;
Sabino, che alla fine arrivò anche a fare qualche aiuto e recupero sui pick and roll!
alla prossima!
lunedì 19 novembre 2007
ancora una su due...
Anche questa domenica non si è chiusa con l'accoppiata. Vittoria 86-59 con l'under 15, ma il punteggio non dimostra per niente l'incazzatura che mi hanno fatto venire quei disgraziati, e sconfitta per 82-93 con la C2 contro la squadra/corazzata di Castello Matese. Partiamo da una considerazione.
Sullo scorso numero di superbasket c'è un articolo molto interessante (come tutte le cose che fa e che dice) di Ettore Messina che un pò si ricollega alle difficoltà "novembrine" di noi coach. Ecco il passaggio chiave:
"inizialmente i giocatori cominciano con grande entusiasmo e il gioco è abbastanza elementare, con poche istruzioni tattiche anche perchè il tempo è abbastanza limitato. Successivamente le difficoltà aumentano, sale il livello degli avversari, così come la pressione e le aspettative. Aumentano le richieste tecniche e tattiche e spesso il gioco si complica. Dopo aver sperimentato un buon livello di coesione nelle prime settimane, molti giocatori si sentono insicuri. In alcune situazioni non sanno se passare o tirare, aiutare in difesa o stare sul proprio uomo: cominciano a pensare a cosa devono fare invece di lasciarsi andare e fare le cose con naturalezza."
Ecco, questo è proprio quello che succede puntualmente alle mie squadre.
Giovanili e non. Sarà un mio difetto, una mia caratteristica, non so. Certo è che se capita pure a Ettore Messina mi sento un pò più sollevato.
Non sono esenti quindi dal problema sia i ragazzi dell'under 15 cui probabilmente ultimamente sto chiedendo più di quanto possono dare o meglio più di quanto erano abituati a dare, e la C2 che ha gerarchie un pò più difficili da formare.
La cosa strana è che questo fenomeno si sta verificando più in allenamento che in partita (buono! direte voi...) e sta mettendo a dura prova la mia capacità di gestire l'allenamento (male! rispondo io...). Fortunatamente ho un bravo assistente (Francesco) che sa sempre cosa consigliarmi. Avevo già lavorato con lui a Maddaloni e quest'anno quando Peppe (l'assistente degli ultimi 2 anni) ha deciso di smettere per impegni "politici" sono andato un pò nello sconforto. Visto così da fuori può sembrare una figura di rifinitura, ma credetemi l'assistente è fondamentale. Anche solo per il peso di certe decisioni che ti allevia.
Tornando alla questione principale c'è un solo modo per uscire fuori dal novembre pazzo... lavorare. Il lavoro in palestra paga sempre anche se è pieno di sofferenze.
p.s. come avete potuto notare ho cambiato il nome al blog. "Coach's Space" sapeva un pò di asettico, freddo... "taccuino" è qualcosa di più sentito. E poi è il nome di una rubrica che il grande Dido Guerrieri aveva su Superbasket negli anni '80 (e io ho il libro/raccolta).
sabato 17 novembre 2007
--> 1999/2000 <--

Altro giro altra corsa: i 4 seduti da sinistra: Alessio Balzanella, Ottavio Ottaviano, Agostino Gravante, Pietro Di Rauso. in piedi da sinistra: Gaetano Crispino, Vincenzo Sansiviero, Mario Ventriglia, Antonio Gravante, Daniele Rauso e coach Merola (in maglietta stile Pat Metheny).
Questa è l'unica foto di quella stagione, scattata in piazza a Capua durante un torneo che mi pare si chiamasse "Capualandia" o qualcosa del genere. Mancano in foto, Giovanni Ferraro, Andrea d'Addio, Roberto Esposito, Ale Caterino, Mario Vozza e Vincenzo de Benedetto.
Durante quella stagione allenai un gruppo di allenamento (gli 83-84-85) che però faceva 2 campionati (gli 85 insieme agli 86 che allenava un mio carissimo amico: Vito De Martino). Fu un'annata ricca di soddisfazioni: superammo la prima fase con i cadetti secondi dietro i soliti rivali del S.Antonio che però dovettero sudare davvero tanto prima di avere la meglio in una partita persa di soli 3 punti (87-90). Nella seconda fase poi riuscimmo a ben figurare arrivando terzi in classifica davanti agli acerrimi nemici del Piedimonte (si, proprio quelli che ci avevano battuto di 30 l'anno prima). La squadra allievi invece era strutturata in maniera un pò... strana. Sei nati nell'85 si allenavano con me e gli altri sei '86 si allenavano con Vito. Facemmo un figurone, perdendo solo la prima di campionato a Mondragone (campo scoperto...) per poi stracciare tutti. L'avventura finì alle finali regionali ad Aversa contro un'imbattibile Artus Maddaloni formata da tutti ragazzi che qualche anno dopo avrei allenato.
Oltre ai risultati ricordo con molto piacere tanti episodi che ho qui stampati nella mente: i cornetti che portai ai ragazzi prima di una partita (quasi all'alba) a Casagiove, la rimonta da meno 4 a più 50 inflitta ai poveri Cedri e soprattutto il primo tiro da tre che segnò Alessio Balzanella. Aveva lavorato tanto quell'anno sulle sue carenze di fondamentali e gli occhi di gioia che mi guardarono dopo quel tiro sono una delle spinte più forti che mi hanno convinto ad andare avanti. E che non scorderò mai.
In un angolo nascosto della mia stanza ho anche scovato questa:
So che avrete da ridire sul mio maglione, ma non me ne frega nulla...
Eravamo a Grazzanise, solita domenica mattina, e vicino a me c'era Vincenzo (soprannominato "statista" perchè faceva lo scout) che è stata una presenza fissa e importante per la mia carriera. Non solo un amico, ma molto di più. Siamo cresciuti insieme inseguendo palloni e canestri e se ho fatto quello che ho fatto (poco confrontato a Marcelletti, Frates e Messina, ma tanto davvero, considerata la passione) è anche merito suo.
Nella foto è chiaro dallo sguardo che il suo sabato sera era finito moooooolto tardi, ma puntualissimo voleva esserci. Vincenzo è così, prendere o lasciare.
Che squadra ragazzi, eravamo forti. Davvero.
venerdì 16 novembre 2007
novembre... mese duro per i coach...
Spero di essere stato meno contorto delle mie idee, ma infine vorrei aggiungere qualcosa... un consiglio ai tanti giovani coach che si avviano al precariato di questa professione: intraprendenti e coraggiosi si, ma incoscienti no. Questo fino ad ora è stato il mio motto nel gestire la mia pur umile carriera.
martedì 13 novembre 2007
il post del lunedì
Anche ieri si è brindato a metà. Sconfitta con l'under 15 in casa con la Eldo Napoli e vittoria sempre a Casapulla con la C2 contro il temuto Barra. Partiamo per ordine:
Sapevamo ed eravamo coscienti di essere partiti con ambizioni diverse quindi il meno 29 contro i pari età della Eldo ci sta tutto. Ci sta tutto considerando le qualità fisiche degli avversari, ci sta tutto considerando il (tanto) lavoro tecnico che ancora abbiamo da svolgere e soprattutto ci sta tutto considerando che per molti è stata la prima volta contro una società blasonata come la Eldo. Ieri siamo stati contratti, emozionati ma non intimoriti. Alla fine il mio amico Francesco Cavaliere assistant coach avversario mi ha fatto il più bel complimento che volevo sentire sulla mia squadra: NON MOLLIAMO MAI. E davvero mi ha fatto piacere vedere la voglia stampata in faccia ad alcuni dei miei ragazzi e non me ne frega niente se i falli c'erano e non ce li hanno fischiati, se tiravamo puliti però ci stoppavano perchè più alti o se lottavamo a rimbalzo e per lo stesso motivo loro arrivavano là più in alto. Noi non abbiamo mollato. Le prossime due partite saranno decisive per capire chi siamo e a che cosa siamo in grado di aspirare. Ci faremo trovare pronti.
Passando alla partita del pomeriggio vinta di un soffio (2 punti) contro l'energica squadra del Barra non posso che essere soddisfatto. Abbiamo lottato e giocato bene ed il punteggio non ci ha permesso uno scarto più ampio solo per i numerosissimi errori dalla lunetta (31/56). Ad un certo punto avevamo come una scimmia sulla schiena (parole del povero Trinchieri) che non riuscivamo a toglierci di dosso e la tensione si leggeva negli sguardi e sul corpo di chi a turno si trovava a tirare dei tiri liberi. Quelli decisivi però sono entrati. Sono contento per la prestazione dei ragazzi usciti dalla panchina. Quando nel 1000 a.c. giocavo ero anche io un panchinaro e so cosa significa entrare a partita già in corsa, costretto ad essere caldo quando invece il riscaldamento pregara è già passato da un pezzo... Ieri la differenza l'hanno fatta loro: Gennaro, Dwight "DJ", Nicola e Gianluigi. So quanto vi impegnate in allenamento ed è giusto che i meriti siano i vostri. Bene però anche Fabio che ormai è diventato per noi un terminale, Antonio ottimo in difesa e concreto in attacco, Carlo che in mezzo a gente più alta anche di 10 cm ha preso 13 rimbalzi e Gianka, Marco e Gigi pronti a far sentire il proprio sostegno ai ragazzi più giovani. Da domani sotto con un'altra settimana di allenamenti!
Un'ultima considerazione voglio farla per quanti (per la verità molti di più di quelli che hanno lasciato un commento) hanno avuto da ridire sul mio vestire nell'anno 1998. Innanzitutto ricordo che ero ad una partita di domenica mattina e non ad un gran galà e poi che vestivo un normalissimo jeans con un altrettanto sobrio maglione di lana...
alla prossima...
sabato 10 novembre 2007
--> 1998/99 <--

Eccoci qua. Stagione 1998/99 Allievi Basket Capua.
Seduti da sin.: Gian Marco De Rosa, Pietro Di Rauso, Giovanni Piccirillo, Mario Ventriglia, Alberto Raucci. In piedi da sin.: Antonio Merola (io!), Marco Russo, Angelo Aiezza, Andrea d'Addio, Daniele Rauso, (Pasqu)Ale Caterino, Pasquale Morrone, Marcello Visconti (co-coach).
Non presente in foto Roberto Esposito.
Un vero reperto archeologico, trovato arrotolato nella cassettiera della mia scrivania e un paio di giorni fa passato in forma digitale tramite uno scanner. Avevo da poco preso due qualifiche importanti: Ragioniere e Allievo allenatore. Ricordo ancora quello che mi disse il presidente al primo allenamento: "partiamo e poi vediamo se iscriverci o no al campionato" e la mia pronta risposta: "certo che ci iscriviamo sennò io che alleno a fare?!?!". Bastarono pochi allenamenti per farmi contagiare dall'emozione di andare in palestra a creare qualcosa di mio. Alcuni di questi ragazzi li ho persi di vista come Gian Marco, Angelo, Pietro, Alberto. Con gli altri siamo spesso in contatto grazie a messenger. Mi vengono in mente vari aneddoti di quella stagione. Una volta (la prima e unica della mia vita) arrivai in ritardo all'allenamento perchè mi ero addormentato (sic!), ricordo in maniera molto precisa quasi tutte le partite che giocammo come un bel MENO 56 rimediato alle 9 di mattina di una fredda domenica di gennaio al campo all'aperto della polisportiva S. Antonio a Caserta, il 71 a 39 con cui iniziai la carriera in quel di Piedimonte che da quell'anno in poi diventò il nemico numero 1, ma anche le belle vittorie contro i Cedri S. Nicola e una al supplementare contro l'altra Piedimonte del mio istruttore Giacomo Leonetti, per non parlare delle trasferte in 6 nella mia piccola peugeot 205. Circa un anno fa organizzammo una bella pizza con Ale (ormai ingegnere), Pasquale (che non so che diavolo fa oltre a insultarmi su messenger), Roberto (studente alla LUISS), Andrea (finanziere in carriera), Daniele (futuro economista) e Mario (che una via pare l'abbia presa, ma forse cambierà di nuovo idea più o meno come me). Fu una serata davvero bella, sulla mensola ho il pallone autografato che mi regalarono.
Finimmo quarti in un girone a 8 squadre e per un gruppo che nemmeno si doveva iscrivere credo fu un vero successone. Iniziai ad allenare insieme a Marcello Visconti che poi ho ritrovato come assistente alla JuveCaserta e anche con lui successero vari episodi da risata...
Durante quella stagione facevo da assistente a uno dei miei migliori maestri Salvatore Salzillo sia con la Serie D che con il gruppo cadetti guidato da uno che ora fa l'emigrante: Antonio Romano. Gran bella squadra anche quella con varie teste calde come Leonardo (che non ho più visto), Fabio (un killer), Davide (quello più calmo) e Luigi (che sperava di non essere convocato in prima squadra per uscire...). Mi ricordo di una trasferta a Maddaloni proprio con i cadetti che più che una partita mi sembrò una guerra, quasi svenni per i miei (all'epoca) cronici cali di zucchero. Rischiai di vincere contro il futuro maestro Mimmo Posillipo perchè quella sera Salvatore non c'era e dirigevo io le operazioni...
Bei tempi, lontani, ma belli, vivi, ricchi di speranze e di voglia di fare.
Se qualcuno di quelli che ho nominato passa da queste parti e lascia un commento sa che mi fa un piacere enorme.
giovedì 8 novembre 2007
Ricordi...
Oggi pomeriggio stavo comunicando tramite il rivoluzionario messenger con uno dei tanti ragazzi che ho allenato (Stefano Gentile) e mi è venuta un'idea: a cadenza settimanale (giorno più giorno meno) parlerò di tutte le squadre che ho allenato di stagione in stagione: giocatori, assistenti, dirigenti, campi, trasferte, aneddoti, etc. Sarà un'occasione per mettere un punto fermo, un "traguardo volante", dopo 10 anni trascorsi sui campi di basket. Ovviamente i vostri commenti saranno graditissimi...
mercoledì 7 novembre 2007
settimana importante...
domenica 4 novembre 2007
Una sì e una no...
Passata la nottata (anche un pò insonne per casini che non sto qui a scrivere) è tempo di mettere mano alle scritture post partitam. Il basket a volte è un pò pazzo e capita frequentemente che giochi davvero una schifezza ma poi vinci ovvero che giochi davvero bene e poi perdi. Ieri le due cose sono accadute nella stessa giornata. Partitaccia a Maddaloni con l'under 15 vincendo alla fine di 14 e partitona con la c2 a Benevento (contro una delle migliori squadre del girone) perdendo però di sole 6 lunghezze. Se poi in mezzo ai risultati ci sta anche l'operato degli arbitri la frittata è fatta e un allenatore non abituato potrebbe anche svenire in panchina per la pressione (quella sanguigna) troppo alta o troppo bassa. Dicevamo degli arbitri, gli uomini in grigio, i direttori di gara... o semplicemente 2 emeriti imbecilli come quelli di ieri sera a Benevento che hanno letteralmente fatto diventare una partita di basket una guerra. Bravi noi a prendere fiducia e volare sul più 10 durante il terzo quarto e creniti noi (io per primo) a perdere la bussola nel marasma generale del pressing/schiaffi degli avversari poi bravi e freddi dalla lunetta nei momenti decisivi. Il bicchiere però è mezzo pieno. Mezzo pieno perchè abbiamo avuto 5 uomini in doppia cifra, ci siamo aiutati, abbiamo lottato uscendo a testa alta dal campo.
Con l'under 15 dicevo che si è vinto, ma non convinto. 4 vittorie consecutive sono troppe per l'atteggiamento che stiamo avendo in allenamento e domenica a Casapulla verrà la Eldo Napoli per un insolito e davvero incredibile scontro al vertice. Martedì parlerò con i ragazzi, abbiamo bisogno di umiltà e non di prime donne.
sabato 3 novembre 2007
sabato mattina
Oggi mi aspettano 2 partite nel giro di 4 ore. Non che non ci sia abituato, anzi... ma oggi sono 2 partite particolari. Con l'under 15 si va a Maddaloni. E' la prima volta che siederò sull'altra panchina (quella degli ospiti) del palazzetto Angioni-Caliendo da avversario in una partita ufficiale e confesso che un pò di emozione ce l'ho. Sarò per sempre legato all'Artus, a quei colori bianco-rossi che tanto hanno fatto per la mia giovane carriera di coach. Sono stato uno dei primi ad allenare su quel campo inaugurato proprio nell'anno in cui arrivai io, quello più bello, quello delle finali nazionali juniores e dell'interzona a Reggio Calabria con il gruppo '89. Erano i primi anni per me lontano dalla palestrina di Capua dove avevo iniziato e ritrovarmi (e spesso vincere) contro Avellino, Napoli, Caserta fu una vera botta sia di fortuna che di impegno... Ora di tempo ne è passato tanto, tanto da andare a Maddaloni oggi da favorito col mio Casapulla, col gruppo '93/'94 che tanta voglia mi ha fatto tornare dopo i casini alla Pepsi Caserta. Non avremo Nando uno dei nuovi arrivati che purtroppo ancora non si è espresso al meglio per i più disparati problemi fisici. Per il resto ci saranno tutti e spero ci saranno tutti anche i miei amici maddalonesi Pinuccio, zio Alfredo, Marzaioli, coach Posillipo, de Angelis, etc...
L'altra partita che mi attende è alle 19 a Benevento contro il Meomartini del mio caro amico Massimo Tipaldi. Sarà dura perchè le sue squadre riescono sempre ad esprimere un' incredibile intensità in campo cosa che attualmente a noi sta riuscendo in maniera un pò alterna soprattutto in allenamento. Arriviamo alla partita di oggi anche dopo la prima vera "scoppola" presa quest'anno giovedì scorso a Casalnuovo dove abbiamo davvero giocato male in attacco e specialmente in difesa senza aiutarci, cercando solo alibi alle nostre mancanze. Spero di rivedere in campo la squadra operaia e collaborativa che ho visto nelle prime 4 giornate aldilà del risultato che conta solo se supportato da sensazioni e riscontri positivi.
prima volta...
Ecco fatto, ho creato il mio blog... era da un pò che volevo farlo, ma l'inerzia è stata sempre più forte della voglia. Ora complice questo ponte lungo ho creato l'account ed è tutto bello pronto. Scriverò della mia più grande passione: la pallacanestro. Ci sarà spazio però anche per il jazz, la musica che da ormai un decennio mi ha conquistato. Jazz e basket due mondi per molti così diversi e lontani e invece per me così simili e vicini, con la loro imprevedibilità, con i loro ritmi a volte lenti a volte velocissimi. Vabbè sto a fa' un pò il filosofo, lasciamo perdere...