Weekend difficile. Si è perso su tutti e due i fronti.
Sabato ne abbiamo presi 19 di scarto con la C2 contro l'imbattuta Airola. E' vero mancava Carlo Corbo che per noi è uno fondamentale, ma non ci sono nè se nè ma, diciannovepunti sono netti, chiari, decisi come un ceffone in faccia. So che contro certe squadre è dura, anzi durissima, ma sabato abbiamo peccato come atteggiamento. Il nostro "right attitude" come dicono gli americani è venuto meno, ci siamo disuniti contro le avversità anzichè formare un blocco unico come facevamo e come dovremmo fare. Ho visto troppi segnali che non possono far parte di una mia squadra. Lamentarsi di non ricevere la palla durante un time out, non scalare in difesa, intestardirsi a fare sempre la stessa scelta (sbagliata), non correre per ricevere il passaggio di un compagno, sbagliare il passaggio e prendersela con gli altri. Niente segnali positivi, di incoraggiamento, NIENTE.
Ero in piedi in panchina, li guardavo e pensavo: no, questa non può essere la mia squadra.
C'è da fare un passo indietro, c'è da tornare allo spirito che avevamo prima. Quando nonostante le sconfitte (contro le corazzate) eravamo fieri di noi stessi e uscivamo dal campo soddisfatti di aver fatto tutto il possibile. Domani ci saranno tutti all'allenamento e mi sa che prima di metterci a lavorare sui pick and roll, sulle difese o sui giochi d'attacco PARLEREMO E CHIARIREMO ognuno la propria posizione.
La sconfitta con l'under 15 è stata meno dolorosa. Primo perchè 2 punti in trasferta sono recuperabilissimi in casa e secondo perchè con le giovanili (e soprattutto con quella banda che ho io) non si può migliorare senza soffrire.
Sono contento per alcuni di loro (Andrea, Davide, Pietro) che si sono fatti trovare pronti dopo un inizio difficile. Sono scontento per altri che da un pò hanno deviato il percorso ed ora ne stanno subendo le conseguenze. Fortunatamente c'è tempo. Siamo ancora nel tempo della semina, quello del raccolto verrà dopo natale. Ma c'è comunque da porre rimedio e mi sa che alcuni questa cosa l'hanno già notata ieri al primo allenamento dopo la sconfitta. Sarò duro, perchè ai ragazzi ci tengo.
p.s. come avrete notato qui a destra c'è una novità. Un box dove poter lasciare i vostri messaggi, commenti, flash. Quello che vi pare insomma. Sapete che ogni tipo di interattività mi rende felice.
mercoledì 28 novembre 2007
sabato 24 novembre 2007
--> 2000/2001 <-- (1° parte)
Nuovo capitolo...Seduto a terra: Vincenzo Acunzo (detto lupo). Seduti da sin.: Federico d'Addio, Francesco Razza, Gianpaolo Cafaro, Marcello Razza, Marco Gravino. In piedi da sin.: coach Merola (finalmente senza maglione!), Gerardo Marcone, Antonio Mirra, Vincenzo Signore, Amedeo Iadicicco, Umberto Lettucci, Umberto De Maria (GM).
Non in foto: Barth Martone e Sabino Marotta.
L'estate del 2000 fu un pò burrascosa. Dissidi interni portarono al cambio del coach della serie D. Ricordo che ero andato alla riunione col presidente e gli altri dirigenti con un bel programma scritto sulla possibilità di iniziare a dedicare tempo e sforzi anche al minibasket. Loro però mi freddarono subito con un chiaro e sbrigativo: la vuoi allenare tu la serie D?
Non me l'aspettavo. Risposi che volevo e dovevo parlare con i ragazzi, mi sarei trovato ad allenare (quasi) tutti giocatori più grandi di me e la risposta non era nè da dare in fretta nè semplice. Durante una pizza al "vecchio frantoio" (pizzeria di Bellona) i ragazzi mi assicurarono che il loro atteggiamento sarebbe stato quello giusto e dopo una doverosa telefonata a Salvatore Salzillo, che era stato il mio primo maestro, accettai con entusiasmo.
A settembre (si, perchè all'epoca le squadre si facevano dopo il mare...) mi ritrovai con uno squadrone. Si erano aggregati al gruppo storico anche Gerardo Marcone e Marcello Razza più il ritorno di Amedeo Iadicicco e Gianpaolo Cafaro dopo un anno nella squadra del loro paese Bellona. Fu un'annata sensazionale, dopo le sconfitte contro il Pro Cangiani Napoli e contro la fortissima Partenope inanellammo un filotto di 11 vittorie consecutive. Ricordo la faccia bianca del presidente ad ogni vittoria perchè l'unico compenso che prendevano quei ragazzi era una bella pizza (bagnata da circa 60 birre!) ogni 4 vittorie "a scalare" e cioè alla quarta, alla settima, alla nona, alla decima e all'undicesima. Facendo un rapido calcolo nel giro di 3 mesi andammo a cena 5 volte! altra forma di ricompensa "anomala" era la cassa di birre Splugen che a fine partita ci consegnava il mitico General Manager Umberto de Maria e che puntualmente mi facevano venire un gran mal di testa. Fu un'annata davvero incredibile, a novembre si aggregò al gruppo un altro lungo (il quarto della squadra) Vincenzo Signore. Un lusso per la categoria, ma anche uno un pò "difficile" da gestire... Ho qui rilegato davanti a me il "librone" di quell'anno: tutti gli allenamenti, tutti gli scout e le statistiche più qualche articolo di giornale e credetemi quelle 33 partite me le ricordo tutte. E ricordo anche tanti episodi successi durante gli allenamenti come quando Enzo si presentava con una busta piena di birre da usare come premio per i vincitori del 5contro5 finale o come quando Barth si presentava con 10 minuti di ritardo e faceva la solita domanda: "ma si fa allenamento?" con gli altri già belli pronti e riscaldati...
Nonostante tutto eravamo uno squadrone e, considerata la categoria e il livello amatoriale, ci allenavamo davvero bene, con grande intensità.
Quell'anno non avevo un assistente, ma al mio fianco c'era una persona poi diventato un'amico: Carlo Camerlingo. Dall'alto della sua esperienza come arbitro prima e come commissario poi (ad altissimi livelli) e soprattutto con il suo grande savoir faire fu una presenza importantissima per me vaso di coccio in mezzo a tanti vasi di ferro.
Molti di quei ragazzi li ho rivisti poche volte, altri li ho persi di vista ed altri li vedo ancora regolarmente. Ma con tutti c'è un rapporto particolare, profondo per quell'anno passato insieme.
Il viaggio si concluse in una tremenda gara tre a San Nicola la Strada contro la Virtus costruita per salire in cui giocavano Enzo Iodice, Marco Luongo, Nicola Tornese, etc.
Si concluse tutto quando a tre minuti dal termine ed in piena rimonta gli arbitri ci fischiarono un tecnico alla panchina perchè eravamo tutti alzati ad esultare per il canestro del meno 2 segnato dal lupo in contropiede... roba da non credere come da non credere furono le espulsioni (stavolta meritate) che ci fecero terminare sul meno venti! Ma i ragazzi erano così... un pò esplosivi!
Ricordo anche il mal di fegato che mi veniva ogni venerdì sera quando dovevo decidere (e poi comunicare) le convocazioni, e lasciare fuori DUE ragazzi ogni volta era sempre molto difficile.
Col senno di poi non so chi fu più folle se io ad accettare o i dirigenti a propormi di allenare quella squadra, ma so anche che fu un'esperienza esaltante con un gruppo eccezionale:
Lupo, atleta incredibile (all'epoca) per la categoria;
Marco, forse uno dei pochi che per passione mi eguaglia;
Gianpaolo, semplicemente il playmaker più tecnico che ho mai allenato;
Barth, il John Stockton di Bellona;
Federico, all'epoca under di lusso e super tiratore;
Francesco, il "razzo";
Gerardo, solo mano sinistra.... ma che mano;
Marcello, il tuttofare;
Enzo, il nemico degli arbitri;
Umberto, che alla fine mi ringraziò per i miglioramenti (a 30 anni!);
Amedeo, un gladiatore là sotto;
Sabino, che alla fine arrivò anche a fare qualche aiuto e recupero sui pick and roll!
alla prossima!
lunedì 19 novembre 2007
ancora una su due...
Anche questa domenica non si è chiusa con l'accoppiata. Vittoria 86-59 con l'under 15, ma il punteggio non dimostra per niente l'incazzatura che mi hanno fatto venire quei disgraziati, e sconfitta per 82-93 con la C2 contro la squadra/corazzata di Castello Matese. Partiamo da una considerazione.
Sullo scorso numero di superbasket c'è un articolo molto interessante (come tutte le cose che fa e che dice) di Ettore Messina che un pò si ricollega alle difficoltà "novembrine" di noi coach. Ecco il passaggio chiave:
"inizialmente i giocatori cominciano con grande entusiasmo e il gioco è abbastanza elementare, con poche istruzioni tattiche anche perchè il tempo è abbastanza limitato. Successivamente le difficoltà aumentano, sale il livello degli avversari, così come la pressione e le aspettative. Aumentano le richieste tecniche e tattiche e spesso il gioco si complica. Dopo aver sperimentato un buon livello di coesione nelle prime settimane, molti giocatori si sentono insicuri. In alcune situazioni non sanno se passare o tirare, aiutare in difesa o stare sul proprio uomo: cominciano a pensare a cosa devono fare invece di lasciarsi andare e fare le cose con naturalezza."
Ecco, questo è proprio quello che succede puntualmente alle mie squadre.
Giovanili e non. Sarà un mio difetto, una mia caratteristica, non so. Certo è che se capita pure a Ettore Messina mi sento un pò più sollevato.
Non sono esenti quindi dal problema sia i ragazzi dell'under 15 cui probabilmente ultimamente sto chiedendo più di quanto possono dare o meglio più di quanto erano abituati a dare, e la C2 che ha gerarchie un pò più difficili da formare.
La cosa strana è che questo fenomeno si sta verificando più in allenamento che in partita (buono! direte voi...) e sta mettendo a dura prova la mia capacità di gestire l'allenamento (male! rispondo io...). Fortunatamente ho un bravo assistente (Francesco) che sa sempre cosa consigliarmi. Avevo già lavorato con lui a Maddaloni e quest'anno quando Peppe (l'assistente degli ultimi 2 anni) ha deciso di smettere per impegni "politici" sono andato un pò nello sconforto. Visto così da fuori può sembrare una figura di rifinitura, ma credetemi l'assistente è fondamentale. Anche solo per il peso di certe decisioni che ti allevia.
Tornando alla questione principale c'è un solo modo per uscire fuori dal novembre pazzo... lavorare. Il lavoro in palestra paga sempre anche se è pieno di sofferenze.
p.s. come avete potuto notare ho cambiato il nome al blog. "Coach's Space" sapeva un pò di asettico, freddo... "taccuino" è qualcosa di più sentito. E poi è il nome di una rubrica che il grande Dido Guerrieri aveva su Superbasket negli anni '80 (e io ho il libro/raccolta).
Sullo scorso numero di superbasket c'è un articolo molto interessante (come tutte le cose che fa e che dice) di Ettore Messina che un pò si ricollega alle difficoltà "novembrine" di noi coach. Ecco il passaggio chiave:
"inizialmente i giocatori cominciano con grande entusiasmo e il gioco è abbastanza elementare, con poche istruzioni tattiche anche perchè il tempo è abbastanza limitato. Successivamente le difficoltà aumentano, sale il livello degli avversari, così come la pressione e le aspettative. Aumentano le richieste tecniche e tattiche e spesso il gioco si complica. Dopo aver sperimentato un buon livello di coesione nelle prime settimane, molti giocatori si sentono insicuri. In alcune situazioni non sanno se passare o tirare, aiutare in difesa o stare sul proprio uomo: cominciano a pensare a cosa devono fare invece di lasciarsi andare e fare le cose con naturalezza."
Ecco, questo è proprio quello che succede puntualmente alle mie squadre.
Giovanili e non. Sarà un mio difetto, una mia caratteristica, non so. Certo è che se capita pure a Ettore Messina mi sento un pò più sollevato.
Non sono esenti quindi dal problema sia i ragazzi dell'under 15 cui probabilmente ultimamente sto chiedendo più di quanto possono dare o meglio più di quanto erano abituati a dare, e la C2 che ha gerarchie un pò più difficili da formare.
La cosa strana è che questo fenomeno si sta verificando più in allenamento che in partita (buono! direte voi...) e sta mettendo a dura prova la mia capacità di gestire l'allenamento (male! rispondo io...). Fortunatamente ho un bravo assistente (Francesco) che sa sempre cosa consigliarmi. Avevo già lavorato con lui a Maddaloni e quest'anno quando Peppe (l'assistente degli ultimi 2 anni) ha deciso di smettere per impegni "politici" sono andato un pò nello sconforto. Visto così da fuori può sembrare una figura di rifinitura, ma credetemi l'assistente è fondamentale. Anche solo per il peso di certe decisioni che ti allevia.
Tornando alla questione principale c'è un solo modo per uscire fuori dal novembre pazzo... lavorare. Il lavoro in palestra paga sempre anche se è pieno di sofferenze.
p.s. come avete potuto notare ho cambiato il nome al blog. "Coach's Space" sapeva un pò di asettico, freddo... "taccuino" è qualcosa di più sentito. E poi è il nome di una rubrica che il grande Dido Guerrieri aveva su Superbasket negli anni '80 (e io ho il libro/raccolta).
sabato 17 novembre 2007
--> 1999/2000 <--

Altro giro altra corsa: i 4 seduti da sinistra: Alessio Balzanella, Ottavio Ottaviano, Agostino Gravante, Pietro Di Rauso. in piedi da sinistra: Gaetano Crispino, Vincenzo Sansiviero, Mario Ventriglia, Antonio Gravante, Daniele Rauso e coach Merola (in maglietta stile Pat Metheny).
Questa è l'unica foto di quella stagione, scattata in piazza a Capua durante un torneo che mi pare si chiamasse "Capualandia" o qualcosa del genere. Mancano in foto, Giovanni Ferraro, Andrea d'Addio, Roberto Esposito, Ale Caterino, Mario Vozza e Vincenzo de Benedetto.
Durante quella stagione allenai un gruppo di allenamento (gli 83-84-85) che però faceva 2 campionati (gli 85 insieme agli 86 che allenava un mio carissimo amico: Vito De Martino). Fu un'annata ricca di soddisfazioni: superammo la prima fase con i cadetti secondi dietro i soliti rivali del S.Antonio che però dovettero sudare davvero tanto prima di avere la meglio in una partita persa di soli 3 punti (87-90). Nella seconda fase poi riuscimmo a ben figurare arrivando terzi in classifica davanti agli acerrimi nemici del Piedimonte (si, proprio quelli che ci avevano battuto di 30 l'anno prima). La squadra allievi invece era strutturata in maniera un pò... strana. Sei nati nell'85 si allenavano con me e gli altri sei '86 si allenavano con Vito. Facemmo un figurone, perdendo solo la prima di campionato a Mondragone (campo scoperto...) per poi stracciare tutti. L'avventura finì alle finali regionali ad Aversa contro un'imbattibile Artus Maddaloni formata da tutti ragazzi che qualche anno dopo avrei allenato.
Oltre ai risultati ricordo con molto piacere tanti episodi che ho qui stampati nella mente: i cornetti che portai ai ragazzi prima di una partita (quasi all'alba) a Casagiove, la rimonta da meno 4 a più 50 inflitta ai poveri Cedri e soprattutto il primo tiro da tre che segnò Alessio Balzanella. Aveva lavorato tanto quell'anno sulle sue carenze di fondamentali e gli occhi di gioia che mi guardarono dopo quel tiro sono una delle spinte più forti che mi hanno convinto ad andare avanti. E che non scorderò mai.
In un angolo nascosto della mia stanza ho anche scovato questa:

So che avrete da ridire sul mio maglione, ma non me ne frega nulla...
Eravamo a Grazzanise, solita domenica mattina, e vicino a me c'era Vincenzo (soprannominato "statista" perchè faceva lo scout) che è stata una presenza fissa e importante per la mia carriera. Non solo un amico, ma molto di più. Siamo cresciuti insieme inseguendo palloni e canestri e se ho fatto quello che ho fatto (poco confrontato a Marcelletti, Frates e Messina, ma tanto davvero, considerata la passione) è anche merito suo.
Nella foto è chiaro dallo sguardo che il suo sabato sera era finito moooooolto tardi, ma puntualissimo voleva esserci. Vincenzo è così, prendere o lasciare.
Che squadra ragazzi, eravamo forti. Davvero.
venerdì 16 novembre 2007
novembre... mese duro per i coach...
Novembre si sa è il mese più difficile per chi fa il mestiere più precario del mondo (l'allenatore). Sono stati "sollevati dall'incarico" già parecchi colleghi dalla serie A1 alla C2 qui in Campania e con loro se ne sono andate anche le belle parole e i programmi a volte anche pluriennali pubblicizzati a destra e a manca. Una brutta esperienza per un coach, ed è inutile quanto inevitabile scriverlo. Personalmente sono stato fortunato sia con i risultati che con le società in cui ho lavorato ed è un'esperienza che non ho provato mai in carriera, ma purtroppo è qualcosa da mettere in conto, qualcosa che può capitare. A volte però si sintetizza troppo, quelle poche parole di ringraziamento usate nei comunicati stampa nascondono tanti, troppi fatti che pochi davvero sanno, ma che molti credono di sapere e giudicano se la società x ha fatto bene a cacciare il coach y perchè "non riusciva a tenere unito lo spogliatoio, non riusciva a gestire troppi giocatori di carattere, non sapeva imporre il proprio credo cestistico, etc". Purtroppo la verità non verrà fuori e solo il tempo darà ragione o torto a chi prende certe decisioni. Devo essere sincero, non appartengo a quella schiera di coach che condannano sempre e comunque il "sollevamento dell'incarico". Il nostro mestiere prevede questo rischio (e spesso questa variabile ce la facciamo pagare) e quando assumiamo un incarico sappiamo a cosa andiamo incontro e sappiamo che la squadra non è una "cosa nostra", ma purtroppo qualcosa anche di altri che sanno bene cosa succede giorno per giorno. Certo c'è da condannare l'usanza che vede l'esonero dell'allenatore come la pratica più semplice da adottare per "dare una scossa". Se ci sono cose che non vanno il licenziamento del coach deve avvenire solo se le colpe sono chiare, inequivocabili. Quando si sceglie un coach si preferisce quest'ultimo a tanti altri per le idee che ha e se i giocatori non sono adatti al suo gioco è colpa di chi ha scelto quei giocatori (tranne se li ha scelti proprio l'allenatore...). Per non parlare poi dell'aspetto umano della questione (e quindi delle modalità senza garbo nè tatto) spesso trascurato ma che in effetti è quello che fa più male ad un allenatore esonerato e che spesso fa passare le società dalla ragione al torto.
Spero di essere stato meno contorto delle mie idee, ma infine vorrei aggiungere qualcosa... un consiglio ai tanti giovani coach che si avviano al precariato di questa professione: intraprendenti e coraggiosi si, ma incoscienti no. Questo fino ad ora è stato il mio motto nel gestire la mia pur umile carriera.
Spero di essere stato meno contorto delle mie idee, ma infine vorrei aggiungere qualcosa... un consiglio ai tanti giovani coach che si avviano al precariato di questa professione: intraprendenti e coraggiosi si, ma incoscienti no. Questo fino ad ora è stato il mio motto nel gestire la mia pur umile carriera.
martedì 13 novembre 2007
il post del lunedì
Anche ieri si è brindato a metà. Sconfitta con l'under 15 in casa con la Eldo Napoli e vittoria sempre a Casapulla con la C2 contro il temuto Barra. Partiamo per ordine:
Sapevamo ed eravamo coscienti di essere partiti con ambizioni diverse quindi il meno 29 contro i pari età della Eldo ci sta tutto. Ci sta tutto considerando le qualità fisiche degli avversari, ci sta tutto considerando il (tanto) lavoro tecnico che ancora abbiamo da svolgere e soprattutto ci sta tutto considerando che per molti è stata la prima volta contro una società blasonata come la Eldo. Ieri siamo stati contratti, emozionati ma non intimoriti. Alla fine il mio amico Francesco Cavaliere assistant coach avversario mi ha fatto il più bel complimento che volevo sentire sulla mia squadra: NON MOLLIAMO MAI. E davvero mi ha fatto piacere vedere la voglia stampata in faccia ad alcuni dei miei ragazzi e non me ne frega niente se i falli c'erano e non ce li hanno fischiati, se tiravamo puliti però ci stoppavano perchè più alti o se lottavamo a rimbalzo e per lo stesso motivo loro arrivavano là più in alto. Noi non abbiamo mollato. Le prossime due partite saranno decisive per capire chi siamo e a che cosa siamo in grado di aspirare. Ci faremo trovare pronti.
Passando alla partita del pomeriggio vinta di un soffio (2 punti) contro l'energica squadra del Barra non posso che essere soddisfatto. Abbiamo lottato e giocato bene ed il punteggio non ci ha permesso uno scarto più ampio solo per i numerosissimi errori dalla lunetta (31/56). Ad un certo punto avevamo come una scimmia sulla schiena (parole del povero Trinchieri) che non riuscivamo a toglierci di dosso e la tensione si leggeva negli sguardi e sul corpo di chi a turno si trovava a tirare dei tiri liberi. Quelli decisivi però sono entrati. Sono contento per la prestazione dei ragazzi usciti dalla panchina. Quando nel 1000 a.c. giocavo ero anche io un panchinaro e so cosa significa entrare a partita già in corsa, costretto ad essere caldo quando invece il riscaldamento pregara è già passato da un pezzo... Ieri la differenza l'hanno fatta loro: Gennaro, Dwight "DJ", Nicola e Gianluigi. So quanto vi impegnate in allenamento ed è giusto che i meriti siano i vostri. Bene però anche Fabio che ormai è diventato per noi un terminale, Antonio ottimo in difesa e concreto in attacco, Carlo che in mezzo a gente più alta anche di 10 cm ha preso 13 rimbalzi e Gianka, Marco e Gigi pronti a far sentire il proprio sostegno ai ragazzi più giovani. Da domani sotto con un'altra settimana di allenamenti!
Un'ultima considerazione voglio farla per quanti (per la verità molti di più di quelli che hanno lasciato un commento) hanno avuto da ridire sul mio vestire nell'anno 1998. Innanzitutto ricordo che ero ad una partita di domenica mattina e non ad un gran galà e poi che vestivo un normalissimo jeans con un altrettanto sobrio maglione di lana...
alla prossima...
Sapevamo ed eravamo coscienti di essere partiti con ambizioni diverse quindi il meno 29 contro i pari età della Eldo ci sta tutto. Ci sta tutto considerando le qualità fisiche degli avversari, ci sta tutto considerando il (tanto) lavoro tecnico che ancora abbiamo da svolgere e soprattutto ci sta tutto considerando che per molti è stata la prima volta contro una società blasonata come la Eldo. Ieri siamo stati contratti, emozionati ma non intimoriti. Alla fine il mio amico Francesco Cavaliere assistant coach avversario mi ha fatto il più bel complimento che volevo sentire sulla mia squadra: NON MOLLIAMO MAI. E davvero mi ha fatto piacere vedere la voglia stampata in faccia ad alcuni dei miei ragazzi e non me ne frega niente se i falli c'erano e non ce li hanno fischiati, se tiravamo puliti però ci stoppavano perchè più alti o se lottavamo a rimbalzo e per lo stesso motivo loro arrivavano là più in alto. Noi non abbiamo mollato. Le prossime due partite saranno decisive per capire chi siamo e a che cosa siamo in grado di aspirare. Ci faremo trovare pronti.
Passando alla partita del pomeriggio vinta di un soffio (2 punti) contro l'energica squadra del Barra non posso che essere soddisfatto. Abbiamo lottato e giocato bene ed il punteggio non ci ha permesso uno scarto più ampio solo per i numerosissimi errori dalla lunetta (31/56). Ad un certo punto avevamo come una scimmia sulla schiena (parole del povero Trinchieri) che non riuscivamo a toglierci di dosso e la tensione si leggeva negli sguardi e sul corpo di chi a turno si trovava a tirare dei tiri liberi. Quelli decisivi però sono entrati. Sono contento per la prestazione dei ragazzi usciti dalla panchina. Quando nel 1000 a.c. giocavo ero anche io un panchinaro e so cosa significa entrare a partita già in corsa, costretto ad essere caldo quando invece il riscaldamento pregara è già passato da un pezzo... Ieri la differenza l'hanno fatta loro: Gennaro, Dwight "DJ", Nicola e Gianluigi. So quanto vi impegnate in allenamento ed è giusto che i meriti siano i vostri. Bene però anche Fabio che ormai è diventato per noi un terminale, Antonio ottimo in difesa e concreto in attacco, Carlo che in mezzo a gente più alta anche di 10 cm ha preso 13 rimbalzi e Gianka, Marco e Gigi pronti a far sentire il proprio sostegno ai ragazzi più giovani. Da domani sotto con un'altra settimana di allenamenti!
Un'ultima considerazione voglio farla per quanti (per la verità molti di più di quelli che hanno lasciato un commento) hanno avuto da ridire sul mio vestire nell'anno 1998. Innanzitutto ricordo che ero ad una partita di domenica mattina e non ad un gran galà e poi che vestivo un normalissimo jeans con un altrettanto sobrio maglione di lana...
alla prossima...
sabato 10 novembre 2007
--> 1998/99 <--

Eccoci qua. Stagione 1998/99 Allievi Basket Capua.
Seduti da sin.: Gian Marco De Rosa, Pietro Di Rauso, Giovanni Piccirillo, Mario Ventriglia, Alberto Raucci. In piedi da sin.: Antonio Merola (io!), Marco Russo, Angelo Aiezza, Andrea d'Addio, Daniele Rauso, (Pasqu)Ale Caterino, Pasquale Morrone, Marcello Visconti (co-coach).
Non presente in foto Roberto Esposito.
Un vero reperto archeologico, trovato arrotolato nella cassettiera della mia scrivania e un paio di giorni fa passato in forma digitale tramite uno scanner. Avevo da poco preso due qualifiche importanti: Ragioniere e Allievo allenatore. Ricordo ancora quello che mi disse il presidente al primo allenamento: "partiamo e poi vediamo se iscriverci o no al campionato" e la mia pronta risposta: "certo che ci iscriviamo sennò io che alleno a fare?!?!". Bastarono pochi allenamenti per farmi contagiare dall'emozione di andare in palestra a creare qualcosa di mio. Alcuni di questi ragazzi li ho persi di vista come Gian Marco, Angelo, Pietro, Alberto. Con gli altri siamo spesso in contatto grazie a messenger. Mi vengono in mente vari aneddoti di quella stagione. Una volta (la prima e unica della mia vita) arrivai in ritardo all'allenamento perchè mi ero addormentato (sic!), ricordo in maniera molto precisa quasi tutte le partite che giocammo come un bel MENO 56 rimediato alle 9 di mattina di una fredda domenica di gennaio al campo all'aperto della polisportiva S. Antonio a Caserta, il 71 a 39 con cui iniziai la carriera in quel di Piedimonte che da quell'anno in poi diventò il nemico numero 1, ma anche le belle vittorie contro i Cedri S. Nicola e una al supplementare contro l'altra Piedimonte del mio istruttore Giacomo Leonetti, per non parlare delle trasferte in 6 nella mia piccola peugeot 205. Circa un anno fa organizzammo una bella pizza con Ale (ormai ingegnere), Pasquale (che non so che diavolo fa oltre a insultarmi su messenger), Roberto (studente alla LUISS), Andrea (finanziere in carriera), Daniele (futuro economista) e Mario (che una via pare l'abbia presa, ma forse cambierà di nuovo idea più o meno come me). Fu una serata davvero bella, sulla mensola ho il pallone autografato che mi regalarono.
Finimmo quarti in un girone a 8 squadre e per un gruppo che nemmeno si doveva iscrivere credo fu un vero successone. Iniziai ad allenare insieme a Marcello Visconti che poi ho ritrovato come assistente alla JuveCaserta e anche con lui successero vari episodi da risata...
Durante quella stagione facevo da assistente a uno dei miei migliori maestri Salvatore Salzillo sia con la Serie D che con il gruppo cadetti guidato da uno che ora fa l'emigrante: Antonio Romano. Gran bella squadra anche quella con varie teste calde come Leonardo (che non ho più visto), Fabio (un killer), Davide (quello più calmo) e Luigi (che sperava di non essere convocato in prima squadra per uscire...). Mi ricordo di una trasferta a Maddaloni proprio con i cadetti che più che una partita mi sembrò una guerra, quasi svenni per i miei (all'epoca) cronici cali di zucchero. Rischiai di vincere contro il futuro maestro Mimmo Posillipo perchè quella sera Salvatore non c'era e dirigevo io le operazioni...
Bei tempi, lontani, ma belli, vivi, ricchi di speranze e di voglia di fare.
Se qualcuno di quelli che ho nominato passa da queste parti e lascia un commento sa che mi fa un piacere enorme.
giovedì 8 novembre 2007
Ricordi...
Oggi pomeriggio stavo comunicando tramite il rivoluzionario messenger con uno dei tanti ragazzi che ho allenato (Stefano Gentile) e mi è venuta un'idea: a cadenza settimanale (giorno più giorno meno) parlerò di tutte le squadre che ho allenato di stagione in stagione: giocatori, assistenti, dirigenti, campi, trasferte, aneddoti, etc. Sarà un'occasione per mettere un punto fermo, un "traguardo volante", dopo 10 anni trascorsi sui campi di basket. Ovviamente i vostri commenti saranno graditissimi...
mercoledì 7 novembre 2007
settimana importante...
Allenamenti ripresi. Ieri è iniziata una settimana importante per le 2 squadre che ho la fortuna di allenare. Importante e spero non decisiva perché con queste diavolo di formule scientifiche che escogita il Comitato Regionale anche la prima partita dell'anno può essere decisiva per il passaggio ad un girone più favorevole o no. Su uno dei numeri passati di Superbasket Recalcati chiarì questa differenza di mentalità tra il basket europeo e quello americano e per una volta devo ammettere di essere favorevole (in parte però) al pensiero d'oltreoceano. Sono dell'idea che non debbano subito giocarsi partite decisive per le sorti di una stagione nella prima parte della stessa. Una squadra deve avere il tempo (e quindi la possibilità) di crescere, di costruire meccanismi, chimica, gruppo, gerarchie tecniche e non. Solo così può venire fuori il vero lavoro di un allenatore, uno che lavora in allenamento appunto come suggerisce il nome e non un "partitore". Credo (in my humble opinion) che una delle malattie del basket di questi tempi sia proprio questa e la cosa che mi fa imbestialire di più è che più si scende di categoria (e quindi meno sono i soldi in ballo) più questa mentalità è esasperata come nel caso della C2 qui in Campania che potrebbe essere un vero campionato in cui cercare di "costruire qualcosa" e non solo puntare a vincere e basta affidandosi al solito fuoriquota (in termini economici) di turno.
Passando a questioni più leggere, anche se i risultati (quelli di cui parlavo poco fa) ancora non ci hanno dato pienamente ragione, posso dire che quest'anno ci stiamo allenando davvero bene. Noto nei ragazzi una grande disponibilità ad apprendere ed a sacrificarsi e per un allenatore di serie C2 credo sia quasi il massimo. Anche ieri sera dopo un'ora di atletica siamo riusciti a lavorare su aspetti (difesa sul pick and roll e aiuti dal lato debole) che altri anni potevo solo accennare in termini di vera e propria analisi tecnica. Domenica sarà dura, giocheremo contro Barra in cui gioca il mio amico Giovanni Tranchina e se la sua squadra ha la stessa mentalità da napoletano verace quale è lui allora ci sarà da soffrire. Incontrerò poi per la prima volta da avversario Gigi Ancona con cui ho condiviso gli ultimi 2 anni alla Juve tra alti e bassi, ma comunque con un rapporto sempre sincero e schietto. Vinca chi giocherà meglio!
domenica 4 novembre 2007
Una sì e una no...
Passata la nottata (anche un pò insonne per casini che non sto qui a scrivere) è tempo di mettere mano alle scritture post partitam. Il basket a volte è un pò pazzo e capita frequentemente che giochi davvero una schifezza ma poi vinci ovvero che giochi davvero bene e poi perdi. Ieri le due cose sono accadute nella stessa giornata. Partitaccia a Maddaloni con l'under 15 vincendo alla fine di 14 e partitona con la c2 a Benevento (contro una delle migliori squadre del girone) perdendo però di sole 6 lunghezze. Se poi in mezzo ai risultati ci sta anche l'operato degli arbitri la frittata è fatta e un allenatore non abituato potrebbe anche svenire in panchina per la pressione (quella sanguigna) troppo alta o troppo bassa. Dicevamo degli arbitri, gli uomini in grigio, i direttori di gara... o semplicemente 2 emeriti imbecilli come quelli di ieri sera a Benevento che hanno letteralmente fatto diventare una partita di basket una guerra. Bravi noi a prendere fiducia e volare sul più 10 durante il terzo quarto e creniti noi (io per primo) a perdere la bussola nel marasma generale del pressing/schiaffi degli avversari poi bravi e freddi dalla lunetta nei momenti decisivi. Il bicchiere però è mezzo pieno. Mezzo pieno perchè abbiamo avuto 5 uomini in doppia cifra, ci siamo aiutati, abbiamo lottato uscendo a testa alta dal campo.
Con l'under 15 dicevo che si è vinto, ma non convinto. 4 vittorie consecutive sono troppe per l'atteggiamento che stiamo avendo in allenamento e domenica a Casapulla verrà la Eldo Napoli per un insolito e davvero incredibile scontro al vertice. Martedì parlerò con i ragazzi, abbiamo bisogno di umiltà e non di prime donne.
Con l'under 15 dicevo che si è vinto, ma non convinto. 4 vittorie consecutive sono troppe per l'atteggiamento che stiamo avendo in allenamento e domenica a Casapulla verrà la Eldo Napoli per un insolito e davvero incredibile scontro al vertice. Martedì parlerò con i ragazzi, abbiamo bisogno di umiltà e non di prime donne.
sabato 3 novembre 2007
sabato mattina
Oggi mi aspettano 2 partite nel giro di 4 ore. Non che non ci sia abituato, anzi... ma oggi sono 2 partite particolari. Con l'under 15 si va a Maddaloni. E' la prima volta che siederò sull'altra panchina (quella degli ospiti) del palazzetto Angioni-Caliendo da avversario in una partita ufficiale e confesso che un pò di emozione ce l'ho. Sarò per sempre legato all'Artus, a quei colori bianco-rossi che tanto hanno fatto per la mia giovane carriera di coach. Sono stato uno dei primi ad allenare su quel campo inaugurato proprio nell'anno in cui arrivai io, quello più bello, quello delle finali nazionali juniores e dell'interzona a Reggio Calabria con il gruppo '89. Erano i primi anni per me lontano dalla palestrina di Capua dove avevo iniziato e ritrovarmi (e spesso vincere) contro Avellino, Napoli, Caserta fu una vera botta sia di fortuna che di impegno... Ora di tempo ne è passato tanto, tanto da andare a Maddaloni oggi da favorito col mio Casapulla, col gruppo '93/'94 che tanta voglia mi ha fatto tornare dopo i casini alla Pepsi Caserta. Non avremo Nando uno dei nuovi arrivati che purtroppo ancora non si è espresso al meglio per i più disparati problemi fisici. Per il resto ci saranno tutti e spero ci saranno tutti anche i miei amici maddalonesi Pinuccio, zio Alfredo, Marzaioli, coach Posillipo, de Angelis, etc...
L'altra partita che mi attende è alle 19 a Benevento contro il Meomartini del mio caro amico Massimo Tipaldi. Sarà dura perchè le sue squadre riescono sempre ad esprimere un' incredibile intensità in campo cosa che attualmente a noi sta riuscendo in maniera un pò alterna soprattutto in allenamento. Arriviamo alla partita di oggi anche dopo la prima vera "scoppola" presa quest'anno giovedì scorso a Casalnuovo dove abbiamo davvero giocato male in attacco e specialmente in difesa senza aiutarci, cercando solo alibi alle nostre mancanze. Spero di rivedere in campo la squadra operaia e collaborativa che ho visto nelle prime 4 giornate aldilà del risultato che conta solo se supportato da sensazioni e riscontri positivi.
L'altra partita che mi attende è alle 19 a Benevento contro il Meomartini del mio caro amico Massimo Tipaldi. Sarà dura perchè le sue squadre riescono sempre ad esprimere un' incredibile intensità in campo cosa che attualmente a noi sta riuscendo in maniera un pò alterna soprattutto in allenamento. Arriviamo alla partita di oggi anche dopo la prima vera "scoppola" presa quest'anno giovedì scorso a Casalnuovo dove abbiamo davvero giocato male in attacco e specialmente in difesa senza aiutarci, cercando solo alibi alle nostre mancanze. Spero di rivedere in campo la squadra operaia e collaborativa che ho visto nelle prime 4 giornate aldilà del risultato che conta solo se supportato da sensazioni e riscontri positivi.
prima volta...
Ecco fatto, ho creato il mio blog... era da un pò che volevo farlo, ma l'inerzia è stata sempre più forte della voglia. Ora complice questo ponte lungo ho creato l'account ed è tutto bello pronto. Scriverò della mia più grande passione: la pallacanestro. Ci sarà spazio però anche per il jazz, la musica che da ormai un decennio mi ha conquistato. Jazz e basket due mondi per molti così diversi e lontani e invece per me così simili e vicini, con la loro imprevedibilità, con i loro ritmi a volte lenti a volte velocissimi. Vabbè sto a fa' un pò il filosofo, lasciamo perdere...
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