sabato 24 novembre 2007

--> 2000/2001 <-- (1° parte)

Nuovo capitolo...
Seduto a terra: Vincenzo Acunzo (detto lupo). Seduti da sin.: Federico d'Addio, Francesco Razza, Gianpaolo Cafaro, Marcello Razza, Marco Gravino. In piedi da sin.: coach Merola (finalmente senza maglione!), Gerardo Marcone, Antonio Mirra, Vincenzo Signore, Amedeo Iadicicco, Umberto Lettucci, Umberto De Maria (GM).
Non in foto: Barth Martone e Sabino Marotta.

L'estate del 2000 fu un burrascosa. Dissidi interni portarono al cambio del coach della serie D. Ricordo che ero andato alla riunione col presidente e gli altri dirigenti con un bel programma scritto sulla possibilità di iniziare a dedicare tempo e sforzi anche al minibasket. Loro però mi freddarono subito con un chiaro e sbrigativo: la vuoi allenare tu la serie D?
Non me l'aspettavo. Risposi che volevo e dovevo parlare con i ragazzi, mi sarei trovato ad allenare (quasi) tutti giocatori più grandi di me e la risposta non era da dare in fretta semplice. Durante una pizza al "vecchio frantoio" (pizzeria di Bellona) i ragazzi mi assicurarono che il loro atteggiamento sarebbe stato quello giusto e dopo una doverosa telefonata a Salvatore Salzillo, che era stato il mio primo maestro, accettai con entusiasmo.
A settembre (si, perchè all'epoca le squadre si facevano dopo il mare...) mi ritrovai con uno squadrone. Si erano aggregati al gruppo storico anche Gerardo Marcone e Marcello Razza più il ritorno di Amedeo Iadicicco e Gianpaolo Cafaro dopo un anno nella squadra del loro paese Bellona. Fu un'annata sensazionale, dopo le sconfitte contro il Pro Cangiani Napoli e contro la fortissima Partenope inanellammo un filotto di 11 vittorie consecutive. Ricordo la faccia bianca del presidente ad ogni vittoria perchè l'unico compenso che prendevano quei ragazzi era una bella pizza (bagnata da circa 60 birre!) ogni 4 vittorie "a scalare" e cioè alla quarta, alla settima, alla nona, alla decima e all'undicesima. Facendo un rapido calcolo nel giro di 3 mesi andammo a cena 5 volte! altra forma di ricompensa "anomala" era la cassa di birre Splugen che a fine partita ci consegnava il mitico General Manager Umberto de Maria e che puntualmente mi facevano venire un gran mal di testa. Fu un'annata davvero incredibile, a novembre si aggregò al gruppo un altro lungo (il quarto della squadra) Vincenzo Signore. Un lusso per la categoria, ma anche uno un "difficile" da gestire... Ho qui rilegato davanti a me il "librone" di quell'anno: tutti gli allenamenti, tutti gli scout e le statistiche più qualche articolo di giornale e credetemi quelle 33 partite me le ricordo tutte. E ricordo anche tanti episodi successi durante gli allenamenti come quando Enzo si presentava con una busta piena di birre da usare come premio per i vincitori del 5contro5 finale o come quando Barth si presentava con 10 minuti di ritardo e faceva la solita domanda: "ma si fa allenamento?" con gli altri già belli pronti e riscaldati...
Nonostante tutto eravamo uno squadrone e, considerata la categoria e il livello amatoriale, ci allenavamo davvero bene, con grande intensità.
Quell'anno non avevo un assistente, ma al mio fianco c'era una persona poi diventato un'amico: Carlo Camerlingo. Dall'alto della sua esperienza come arbitro prima e come commissario poi (ad altissimi livelli) e soprattutto con il suo grande savoir faire fu una presenza importantissima per me vaso di coccio in mezzo a tanti vasi di ferro.
Molti di quei ragazzi li ho rivisti poche volte, altri li ho persi di vista ed altri li vedo ancora regolarmente. Ma con tutti c'è un rapporto particolare, profondo per quell'anno passato insieme.
Il viaggio si concluse in una tremenda gara tre a San Nicola la Strada contro la Virtus costruita per salire in cui giocavano Enzo Iodice, Marco Luongo, Nicola Tornese, etc.
Si concluse tutto quando a tre minuti dal termine ed in piena rimonta gli arbitri ci fischiarono un tecnico alla panchina perchè eravamo tutti alzati ad esultare per il canestro del meno 2 segnato dal lupo in contropiede... roba da non credere come da non credere furono le espulsioni (stavolta meritate) che ci fecero terminare sul meno venti! Ma i ragazzi erano così... un esplosivi!
Ricordo anche il mal di fegato che mi veniva ogni venerdì sera quando dovevo decidere (e poi comunicare) le convocazioni, e lasciare fuori DUE ragazzi ogni volta era sempre molto difficile.
Col senno di poi non so chi fu più folle se io ad accettare o i dirigenti a propormi di allenare quella squadra, ma so anche che fu un'esperienza esaltante con un gruppo eccezionale:
Lupo, atleta incredibile (all'epoca) per la categoria;
Marco, forse uno dei pochi che per passione mi eguaglia;
Gianpaolo, semplicemente il playmaker più tecnico che ho mai allenato;
Barth, il John Stockton di Bellona;
Federico, all'epoca under di lusso e super tiratore;
Francesco, il "razzo";
Gerardo, solo mano sinistra.... ma che mano;
Marcello, il tuttofare;
Enzo, il nemico degli arbitri;
Umberto, che alla fine mi ringraziò per i miglioramenti (a 30 anni!);
Amedeo, un gladiatore là sotto;
Sabino, che alla fine arrivò anche a fare qualche aiuto e recupero sui pick and roll!

alla prossima!

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